L’approccio più classico e più conosciuto: due poltrone, un individuo e un terapeuta.
Più comune in caso di individui che abbiano raggiunto un’età più matura (dopo la maggiore età, ma le variabili in gioco sono numerose), si può intraprendere una terapia individuale nei casi di:
- disagi emotivi, relazionali o comportamentali;
- momenti di stallo, incertezza o confusione;
- bisogno di produrre un cambiamento nella propria vita e lavorare su se stessi.
Ma è possibile, per un terapeuta sistemico-relazionale, lavorare solo con un individuo invece che con un sottosistema (es. Coppia) o con una famiglia?
È certamente possibile, in alcuni casi è anche utile farlo. Un terapeuta sistemico-relazionale è in grado di lavorare con il singolo avendo sempre in mente il suo sistema (familiare, di coppia, sociale e affettivo) di riferimento, quindi adoperandosi per il raggiungimento del maggiore livello di benessere interpersonale possibile tra gli attori in causa.
In alcuni casi è anche possibile, in accordo con il paziente, convocare in seduta membri significativi del nucleo familiare, per lavorare in modo congiunto su problematiche circoscritte in base alle circostanze: la famiglia è, infatti, un’utile risorsa e aiuto per il paziente in un momento di blocco.
Vuoi saperne di più? Contattami!